Taxistory
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27 Dicembre 2011
Visti gli impegni personali miei e del mio amico Lucone, purtroppo ho dovuto mollare la presenza nel mio sito blogtassista.com
Vi consiglio vivamente di visitare il sito dei nostri amici e colleghi di
TaxiStory.it
a tutti i colleghi un augurio di un sereno lavoro.
A tutti i nostri clienti non fatevi fregare!!! informatevi e cercate di capire! le grandi liberalizzazioni Italiane dove vi stanno portando ,
benzina elettricità gas assicurazioni ecc... non vi hanno fatto risparmiare e dato libertà, ma hanno dato la libertà alle grandi società di ridurre la vostra libertà.
Così sarà anke per il nostro servizio se verrà liberalizzato elimineranno il "tasista" per avere schiavi guidatori al servizio dei grandi e non al Vostro Servizio.
Ciao da Pit
e che Dio t'assista
Buon Natale
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25 Dicembre 2011
Buon Natale a tutti, un abbraccio ai colleghi di tutta Italia, agli amici di noi tassisti, ed anche ai meno amici.
Possa il Signore che viene portare la pace e la serenità del cuore.
Possa portare, a noi tassisti ed agli Italiani tutti, maggiore autocoscienza e voglia di Verità, perché è la Verità che rende liberi.
Ci vediamo in giro!
Si scrive poco, ma c'è una ragione
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31 Ottobre 2011
Come certamente sanno tanti, anche se mi chiedono perché non scrivo più, ricoprendo un incarico di servizio per i colleghi, non è opportuno che scriva qui. O meglio, che scriva come prima, perché il mio pensiero personale può essere confuso con la linea di chi ho il dovere di tutelare. Il che può recare loro danno, e questo è l'ultimo dei miei desideri.
Grazie.
Liberalizzazioni, atto finale... Forse!
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31 Ottobre 2011
N.B.: Per non creare equivoci, sappiate da subito che questo articolo rispecchia il mio pensiero personale, come libero cittadino. Nulla ha a che vedere con la categoria dei taxi, men che mai con Cooperative o Associazioni.
Pro forma, accogliendo un emendamento, in ossequio alla direttiva Bolkenstein richiamata dal Governo nella presentazione del Decreto Legge di agosto 2011, la categoria dei taxi è stata esclusa dai provvedimenti di liberalizzazione.
Non nascondo che avrei preferito veder escluse tutte le categorie citate, prime fra tutte le autoambulanze (chi vuole essere soccorso da un'ambulanza al ribasso?), ma è un parere personalissimo e non importante, tant'è.
Anche i provvedimenti più recenti (la letetra all'UE di questa settimana) citano il DL di Agosto 2011, quindi in teoria, non ci riguardano.
Ovviamente, chi vuole mettere le mani sui settori commerciali "di cui non si può fare a meno" per far dumping ed eliminare la concorrenza, poi far cartello e spennare la cittadinanza, settore che tra le tante categorie, vede anche quella dei taxi, non sta con le mani in mano.
L'ultima è il continuare a giocare allo sfascio per ottenere il tanto sospirato governo di unità nazionale (chi si propone???), per far quel che alla cricca conviene.
A questa gente non interessa meno di nulla la salvezza dello Stato, ma solo la propria. Oltre ad essere la stessa gente che ha le maggiori responsabilità per la crisi in atto, essi sono tra coloro che sperano in un mezzo fallimento, in modo da comprare il Paese a prezzo di saldo. Una volta finita la "mission", e spennato il Paese, rastrellati i soldi ed i risparmi, essi raggiungeranno i loro capitali: all'estero.
Amaramente, ad essere egoisti, verrebbe da dire che il futuro è altrove ed urlare a chi se ne è andato NON RIENTRATE. Per fortuna, o purtroppo, amo il mio Paese e per esso resterò e lotterò. Lo ripeto, parlo da cittadino, sia chiaro. Direi le stesse cose anche se se non fossi un tassista. Bisogna rimanere. E bisogna lottare per il domani della propria famiglia, dei propri figli, dei propri amici. E sempre con mezzi leciti. Fanno di tutto per farci disinteressare alla gestione della cosa pubblica. Chiedetevi perché!
Un caro saluto.
Gli incontri del 29 e 30 Agosto 2011. Aspettando la risposta del Governo.
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31 Agosto 2011
Cominciamo dalla fine. L'incontro del "Parlamentino" nazionale ha visto tutti i rappresentanti delle Associazioni presenti accordarsi su una comune linea di azione, improntata adlla discussione col Governo.
Calma e pazienza, per ciò, almeno fino a quando le possibilità di modifica del Decreto sono aperte. Lo ripeto, chi vuole lo scontro, sono gli avversari dei tassisti e degli ncc onesti.
Vi riporto il testo del Comunicato Ufficiale.
COMUNICATO ALLA CATEGORIA
Milano 30 agosto 2011
OGGETTO: conversione in legge del D.L. 138 del 13 agosto 2011, art.3, commi 6 e 11
Le Associazioni di Categoria del settore taxi si sono riunite a Milano e in modo unitario hanno stabilito:
1) la contrarietà a qualsiasi provvedimento che preveda la liberalizzazione dei taxi
2) di inviare una richiesta di incontro urgente al Governo per definire che nel testo del D.L. di cui all’oggetto: "gli ambiti applicativi dei commi da 6 a 11 dell’art. 3 del D.L. 138 del 13 agosto 2011 sono quelli disciplinati dal Dlgs. 59/2010"
3) di predisporre un comunicato da inviare successivamente, che nel dettaglio, illustrerà le decisioni assunte unitariamente e qui sintetizzate
Le Associazioni di Categoria
Si tratta solo di applicare con coerenza Leggi e Direttive citate dal Governo stesso nella esposizione del Decreto come fonte di ispirazione e faro-guida. Una richiesta più che ragionevole. A mio avviso irrifiutabile. Di più non dico, perché la politica è una cosa delicata. Di regalare informazioni alle Lobby (quelle,reali ed attive) che vogliono occupare il settore e spennare gli utenti secondo il collaudato modello RCA, Carburanti, Traghetti etc, più volte esposto qui, non ne ho voglia.
Anche perché si tratta delle stesse persone / gruppi che hanno creato e secondo me VOLUTO la crisi in corso, per sottrarre potere (e quindi controllo) agli Stati.
I colleghi possono rivolgersi alla loro Associazione di riferimento.
Ma un altro dato molto interessante è emerso: la coscienza che bisogna evolversi. Che il mondo è cambiato. Che il mondo cambia anche se si vincerà questa (giusta) battaglia, per noi e le nostre famiglie e per gli utenti stessi, seppure inconsapevoli. Tanto inconsapevoli da invocare provvedimenti che...s ervono a spennarli. Il mondo cambia in un modo che non mi piace, ma cambia. E se non si cambia ma si prosegue con modelli vecchi, si va fuori mercato. La Legge 21/92 e tutta la legislazione successiva forniscono molte possibilità di azione. E' ora di agire, è ora di far evolvere il nostro amatissimo mestiere verso il XXI secolo. E' ora di combattere per un mondo più giusto (meno ingiusto?), ma con metodi (ed alleati) nuovi. Magari, fino ad cinque anni fa, persino impensabili.
Secondo me la sfida di domani è qui: una nuova mentalità, una nuova consapevolezza, un nuovo orgoglio nell'essere tassisti.
Poi, se vogliono le nostre licenze, certo. Ma, per la visione del mondo che ci sta sotto, se vogliono le nostre vite, la nostra libertà... Che vengano a prenderle!
Μολὼν λαβέ
DL 12 Agosto 2011: i taxi sono liberalizzati. Ma c'è una speranza.
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13 Agosto 2011
Visto il DL 12 Agosto 2011
all'Articolo 3, Commi 1, 2, 3, 4, 6, 7, 8, 9, 10, 11 (che fornisce una flebile speranza)
all'Articolo 4, Commi 1, 2 (che fornisce una speranza più concreta), 3, 34, 35
possiamo affermare senza ombra del minimo dubbio, che
se nulla cambia, i taxi sono ufficialmente liberalizzati.
Visti l'Art.3 C.11 e soprattutto l'Art.4 C.2, che recita:
"All’esito della verifica l’ente adotta una delibera quadro che illustra l’istruttoria compiuta ed evidenzia, per i settori sottratti alla liberalizzazione, i fallimenti del sistema concorrenziale e, viceversa, i benefici per la stabilizzazione, lo sviluppo e l’equità all’interno della comunità locale derivanti dal mantenimento di un regime di esclusiva del servizio"
sta ora a noi tassisti dimostrare che liberalizzare è fallimentare e dannoso per la collettività.
E farlo in modo che le legioni di legali degli interessati a oligopolizzare il nostro servizio non abbiano a che contestare e vincere.
Vedremo da che parte sta il Governo, se con la gente o con i gruppi di interesse economico. La possibilità di agire l'hanno concessa, il che concede di non essere pessimisti su questo. Il problema è però vedere se il Governo ha la forza di governare in autonomia o se è vero che è "sotto tutela" dei poteri economici.
Tradotto in poche parole, il Decreto è molto simile al precedente. Non contiene la parola "taxi", ma contiene delle definizioni, dalle quali si desume che noi tassisti (e non solo noi) ci siamo dentro in pieno. A differenza del precedente, elimina, però in modo chiaro, certo ed inequivocabile la legislazione vigente. il pricipio cardine secondo cui "tutto ciò che non è regolamentato sarà libero", è stavolta accompagnato in maniera esplicita (secondo me in maniera implicita il concetto era contenuto nel precedente DL, ma è l'opinione di un singolo) nell'Art.1 da una norma chiarissima che fa decadere tutta la legislazione vigente, in particolare quella degli Enti Locali, cui il Trasporto Pubblico Locale fa riferimento per Costituzione (anch'essa, stavolta toccata). Il riferimento agli "appalti ad operatore unico", contenuto in questo DL, serve proprio ad evitare il caos in quei settori in cui esso è necessario, tra i quali c'è il settore del TPL di massa (Atm, per capirci). Stavolta un certo signore di Roma, molto interessato alle liberalizzazioni, non può "girare la frittata" e dir che va tutto bene per suoi tornaconti personali: ci siamo dentro in pieno.
Il Governo, però, nella stesura del DL ha giocato correttamente. ha concesso la possibilità di spiegare perché non si debba liberalizzare un settore. La definizione dei settori liberalizzati, agli occhi di un tassista, sembra proprio una lunga perifrasi per definire il settore taxi. Però anche le motivazioni richieste per essere esclusi da provvedimenti di liberalizzazione (l'Art.4 C.2 riportato sopra), agli occhi di un tassista, sembrano proprio il sommario del perché il settore taxi non debba essere liberalizzato.
Le Associazioni di categoria (quelle di Milano, per lo meno) sono già in allarme. Posso dire che i passi intrapresi prima delle ferie anticipavano proprio quanto questo DL richiede di fare, cioè dimostrare che i taxi non vanno liberalizzati, per il bene comune.
Per questo, secondo me, è bene mantenere la calma e non intraprendere azioni inconsulte, come scioperi spontanei o dimostrazioni. Verrebbero sfruttati dai nostri avversari. Il Governo ha dato la possibilità di difendersi e fornire civilmente le nostre ragioni. Stiamo vigili, ma calmi.
In bocca al lupo a tutti per le lotte (che prevedo durissime, perché chi vuole occupare il nostro settore non starà a guardare) prossime venture.
Μολὼν λαβέ
P.S.: Prego chi mi conosce di non telefonarmi di notte. Già faccio fatica a dormire...
Liberalizzazioni / Deregulation: via alle danze
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16 Luglio 2011
Come è noto, nella manovra economica sono rientrate le "liberalizzazioni", più precisamente all'Art.29 [CD 4509, pag.247]. Si tratta ancora di una deregulation, grazie al cielo non selvaggia come i tentativi di pochi giorni or sono, calati con la clava, ma sempre di deregulation si tratta.
Dico da subito che secondo me riguarda da vicino tutti, anche i tassisti. Ritengo opportuna una attenta valutazione del testo, perché si può prestare ad un'interpretazione molto pericolosa. Le Leggi, infatti, possono essere lette in modo restrittivo o in modo estensivo.
Cara Emma Marcegaglia, provi a mentire di meno...
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15 Luglio 2011
Oggi, ancora una volta, la Presidente (uscente) di Confindustria ha invocato più liberalizzazioni. Secondo lei il Pil italiano aumenta meno perché siamo frenati dall'eccessivo peso di settori in cui manca la concorrenza.
Liberalizzazione? No: deregulation, ovvero le mani nelle tasche degli Italiani. Parte 2/2
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07 Luglio 2011
Veniamo ora ad esaminare il nuovo DdL (Disegno di Legge) che sostituisce la parte di DL (Decreto Legge) abrogata in Consiglio dei Ministri. Secondo me ci riguarda da vicino, anche se, ancora una volta, senza citarci espressamente.
Liberalizzazione? No: deregulation, ovvero le mani nelle tasche degli Italiani. Parte 1/2
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05 Luglio 2011
I fatti sono noti.
A fine giugno, il Governo presentava una bozza di Decreto Legge (DL) intitolato "Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria". Verso la fine (punto 14, a pag.69 nella prima versione, pag.111 nella seconda) si parlava di liberalizzazioni. Ed, ovviamente, la categoria dei tassisti è stata inclusa.
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